Il Premio Buone Notizie, da 16 anni punto di riferimento in Italia per il giornalismo di qualità, trova rinnovato rilancio dalla coincidenza con il Giubileo, che a cavallo tra fine gennaio ed inizi di febbraio ha monopolizzato a Roma tutti gli eventi connessi alla celebrazione di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, rinviata a Caserta per i concomitanti eventi programmati a Città del Vaticano. Sabato primo marzo a Caserta l’Arcivescovo, monsignor Pietro Lagnese, celebrerà, alle 11.30, nella Cappella dei giornalisti nel Seminario Vescovile, in piazza Duomo, la Santa Messa per i giornalisti dedicata al Patrono San Francesco di Sales. Al termine, come è tradizione, verranno proclamati i “Senatori della Stampa Casertana”, identificati tra i colleghi con la più elevata anzianità di iscrizione all’Ordine Professionale e la contemporanea permanenza nell’attività pubblicistica.
«Si tratta di una crescita importante del Premio Buone Notizie – spiegano Michele De Simone e Luigi Ferraiuolo, rispettivamente presidente e segretario generale del comitato promotore – che non è solo più un premio di giornalismo alla qualità dell’informazione, l’unico nel suo genere a livello internazionale, ma anche un incubatore di buone pratiche». Il Premio Buone Notizie nasce nel 2009 con l’intento di cambiare il segno del racconto dei media mainstream su Terra di Lavoro e il Mezzogiorno d’Italia. A promuoverlo inizialmente l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Caserta, l’Assostampa Caserta, l’Ucsi Caserta e l’Ordine dei Giornalisti della Campania. Con il tempo sono entrati nella famiglia del Premio il Corriere Buone Notizie del Corriere della Sera, Famiglia Cristiana, Il Mattino, l’Osservatore Romano e tanti altri.













