L’Eurovision 2026 vede la Repubblica più piccola d’Europa puntare su due nomi che sanno come accendere un palco: Boy George e Senhit. Con il brano Superstar, il paese lancia un segnale chiaro: vuole competere sul terreno delle icone, non delle meteore.
Boy George non arriva in gara come un semplice cantante. È un simbolo che negli anni ’80 ha cambiato il modo di intendere musica, immagine e libertà espressiva. Dal cilindro al trucco marcato, dai cappotti scenografici allo sguardo tra il sarcastico e il malinconico, ogni elemento del suo stile racconta una carriera costruita sull’essere sé stessi senza compromessi. È l’unico nome in lineup con un’aura davvero globale: quando sale sul palco, l’attenzione si sposta su di lui in modo naturale.
Al suo fianco c’è Senhit, la voce che negli anni ha legato San Marino all’Eurovision con performance colorate e cariche di energia. Il suo compito, questa volta, è fare da ponte tra l’identità sammarinese e l’impatto internazionale di un artista del calibro di Boy George. L’esperienza maturata sui palchi europei e la cura maniacale per la messa in scena la rendono l’elemento di raccordo perfetto che però non convince il pubblico. Superstar non è solo un brano, ma un confronto tra due generazioni che hanno fatto della diversità e dell’audacia il proprio tratto distintivo. La voce roca e riconoscibile di George si fonde con la grinta scenica di Senhit, dando vita a un mix che profuma di glamour, reinvenzione e voglia di spingersi oltre.
Con questa scelta, San Marino manda un messaggio diretto: l’Eurovision, nonostante tutto, resta un’occasione per raccontare storie e personalità forti, non solo per seguire le mode del momento. In un’edizione piena di volti emergenti, la decisione di puntare su due figure così riconoscibili suona come un ritorno alle origini dello spirito festivaliero: teatrale, kitsch, senza confini. La performance in bianco e azzurro si candida a essere uno dei momenti in cui il contest ricorda perché funziona ancora dopo decenni: quando sul palco ci salgono artisti che hanno già scritto la storia, la gara si alza di livello.












